THE TREE

MAG

Swisshouse XXXV di Davide Macullo Architects

ARCHITETTO:

Davide Macullo Architects

PHOTO:

Fabrice Fouillet, Parigi

ANNO:

2019

LUOGO:

Rossa, Val Calanca, Grigioni, Svizzera

La SWISSHOUSE XXXV rientra nel più ampio progetto di interventi artistici e architettonici nella valle Calanca nel cuore delle Alpi svizzere.

La SWISSHOUSE XXXV rientra nel più ampio progetto di interventi artistici e architettonici nella valle Calanca nel cuore delle Alpi svizzere. Una valle che ospita alcuni dei nostri lavori che si rivolgono all’essenza dell’impegno dell’architetto di creare attraverso la costruzione del territorio un ponte tra il DNA di un luogo e il suo futuro. Proprio in questi luoghi dal sapore ancestrale e marcati da una natura prevaricante sulle azioni dell’uomo si scoprono energie primario alle quali rispondere. La consapevolezza del lavoro di chi ci ha preceduti con grande lavoro di parsimonia ci suggerisce un’azione di totale integrazione nel contesto, anche attraverso gesta minute come la SWISSHOUSE XXXV.

È un esempio di come un volume ridotto possa essere centrale nel paesaggio costruito dall’uomo. L’intervento dell’architetto sottolinea i significati delle preesistenze, interpreta una condizione di culture passate e le lega a una visione naturale e istintiva del luogo che è diventato altro rispetto a prima. Questo piccolo intervento ci permette di leggere la storia di un luogo e di fondere in sé i significati ereditati dal passato, evidenziarli e offrirli al futuro. La sua semplicità ci permette di leggere istintivamente la complessa articolazione degli insediamenti alpini che nascono da una geografia straordinaria. Il movimento delle pareti rocciose, l’erosione del fiume Calancasca, la caparbietà di una vita vegetale e animale fanno di questo luogo incantato un habitat confortevole malgrado l’aspetto a prima vista impervio.

Il volume dialoga con i rustici presenti nel nucleo del paese, ne prende le forme e dimensioni, ma sfugge ad una percezione immediata, donandoci sorprese continue per la sua dinamicità estratta da una matrice cubica. La forma primaria del cubo ci acquieta e fa sentire la gravità che ci tiene saldi alla terra, mentre il suo sviluppo a spirale verso l’alto rompe la simmetria e rende lo spazio dinamico e leggero come le ali di un grande uccello.

Questa leggerezza che si legge dall’interno in contrasto con la presenza esterna arricchisce l’esperienza di un viaggio che influenza gli stati d’animo degli abitanti in termini positivi, un senso di calma e di libertà, sottolineate dalle viste inaspettate verso l’esterno. Le aperture sono orientate in modo che il paesaggio intorno si fonde all’interno in un fluire di vicinanze e lontananze, cogliendo le trasformazioni dell’ambiente regalateci dalla luce naturale. Un mondo di emozioni in uno spazio minimo esistenziale.

Il tetto presenta un disegno a prima vista complesso è frutto di un’analisi del contesto circostante, delle diverse tipologie di tetti e relative pendenze presenti nel nucleo di Rossa.
Le superfici inclinate improvvisamente scompaiono alla vista e non se ne ha una percezione chiara fino a quando non si entra nell’edificio e, grazie alla doppia altezza si può cogliere la spazialità del piccolo corpo nel suo insieme. Non è la ricerca di esprimere un virtuosismo ma di sottolineare l’importanza e il significato della copertura attraverso il semplice piacere di una percezione inattesa.

THE TREE MAG – The Fruits of Ideas