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Studio Didea: una progettazione cosmopolita proveniente da Palermo

Ottobre 2020

NOME:

Studio Didea

INTERVISTA by:

Andrea Carloni e Carlotta Ferrati

LINKS:

Studio Didea

Siamo convinti che i nostri lavori abbiano creato interesse anche per il territorio in cui sono stati realizzati.

Lo studio nasce con la diffusione del fenomeno social e sin da subito abbiamo intuito la visibilità che ci avrebbe portato

Vediamo sempre di più i nostri progetti come dei luoghi che, grazie a chi li vive, prendono vita

ci siamo formati sulle nostre esperienze e grazie allo studio dei nostri maestri

Studio didea nasce nel 2012. Emanuela Di Gaetano, Giuseppe De Lisi, Nicola Giuseppe Andò e Alfonso Riccio sono i fondatori. I primi tre già insieme dall’università. Oggi la struttura dello studio conta la presenza di 12 architetti interni (fra associati, collaboratori e tirocinanti) e diverse collaborazioni esterne che ci consentono di gestire il progetto anche ben oltre le nostre competenze, come nel caso della presenza dello chef Francesco Piparo, che ci coadiuva nel settore della ristorazione per la proposta imprenditoriale che sempre più deve essere strutturata in funzione del prodotto finale. A servizio di questa idea è stato pensato all’interno del nostro studio uno spazio cucina che possa consentire di mostrare il progetto anche nella sua proposta culinaria.

Di cosa si occupa lo Studio?

Ci occupiamo prevalentemente di interior design nei settori residenziale e commerciale ma anche dell’office e del hospitality. 

In realtà il nostro desiderio è quello di rapportarci ad una scala più ampia che ci consenta di esprimerci anche sul tema della nuova edificazione e del principio insediativo rapportato al contesto naturale e urbano. Lo studio sta già lavorando su diversi progetti di ville e complessi residenziali.

Casa #A210, 2018 Palermo - ph: Serena Eller

Vantaggi e svantaggi di avere uno studio a Palermo.

Uno dei limiti per chi opera nella nostra città è la tipologia di commessa, nel senso che vi è una maggiore richiesta di interventi di ristrutturazione piuttosto che di nuova edificazione, conseguente all’esubero di residenze rispetto al numero di abitanti e alle politiche dei piani in atto orientate maggiormente al recupero del costruito. 

Di contro oggi Palermo è una città in crescita, vi è una nuova energia, e possiamo chiaramente affermare che vi è una vera trasformazione in atto, non solo funzionale, ma anche culturale. La presenza delle ultime manifestazioni e la presenza di personaggi influenti nel mondo dell’arte hanno portato sulla città un interesse diffuso.

Far parte, tramite i nostri progetti, di questa trasformazione ci rende orgogliosi, e siamo fieri di essere stati controcorrente nel rimanere sin dall’inizio al servizio della nostra terra piuttosto che andar via. 

Siamo convinti che i nostri lavori abbiano creato interesse anche per il territorio in cui sono stati realizzati.

Casa #A331, 2020 Palermo - ph: Serena Eller

Che rapporto avete con i social? Come possono aiutare un giovane studio di architettura?

Lo studio nasce con la diffusione del fenomeno social e sin da subito abbiamo intuito la visibilità che ci avrebbe portato; così non abbiamo esitato a sfruttare l’occasione nonostante in quel periodo quasi nessuno ne faceva un uso professionale. Si può dire che i social sono stati per lo studio un importante trampolino di lancio e oggi sono veri e propri strumenti di lavoro che più di tutti ci consentono di canalizzare nuovi clienti.

I social hanno dato la possibilità a tutti di mettersi in mostra con il proprio lavoro e siamo convinti che grazie ad esso il livello della progettazione si sia alzato, per via degli stimoli continui dati dalle migliaia di immagini che vediamo ogni giorno.

Casa #A236, 2016 Palermo - ph: Focale

In un nuovo progetto per un’abitazione da dove partite?

Sicuramente da un confronto diretto con la committenza. Sulle richieste di questa e sulla lettura del luogo in cui ci troviamo a progettare applichiamo poi la nostra visione per arrivare alla fine ad un progetto realizzato su misura per il nostro cliente.

Vediamo sempre di più i nostri progetti come dei luoghi che, grazie a chi li vive, prendono vita, si adattano e si trasformano nel tempo.

Casa #A210, 2018 Palermo - ph: Serena Eller

Gli incentivi fiscali definiti con l’ecobonus dovrebbero dare una bella spinta all’edilizia, ed all’architettura?

Gli incentivi fiscali sono una grande risorsa per l’edilizia e per l’architettura. Fondamentale è il ruolo dei professionisti nel cercare di sfruttare al meglio questa possibilità infatti da un lato è possibile puntare ad una riqualificazione energetica degli edifici e dall’altra è possibile ridare una nuova immagine ad edifici privi di carattere, quindi, apportare non solo un miglioramento energetico e strutturale ma anche estetico e funzionale.

Lipari Consulting & Co. headquarters, 2020 Milano - ph: Focale

Avete dei periodi storici o personaggi che hanno influenzato in modo particolare il vostro modo di fare architettura?

Lo studio si fonda subito dopo aver conseguito le nostre lauree, quindi, non essendoci stata trasferita nessuna metodologia abbiamo dovuto apprendere sul campo e ci siamo formati sulle nostre esperienze e grazie allo studio dei nostri maestri abbiamo potuto costruire una nostra visione.

Abbiamo cercato di comprendere la gestione della spazialità tramite l’uso della luce e dei materiali di John Pawson, la capacità di Marcio Kogan di integrare, nonostante la sua linearità, le sue architetture con la natura, il processo logico e rigoroso di Giuseppina Grasso Cannizzo che dimostra in ogni suo progetto come sia fondamentale per un’opera un controllo accurato del dettaglio e della fase esecutiva.

Ma abbiamo anche appreso dagli artigiani e dalle maestranze l’importanza e il rispetto verso la materia, che viene da loro trasformata in oggetti che prendono vita all’interno dei nostri spazi. 

Sobremesa, 2019 Palermo - ph: Nanni Culotta

Il Covid ha obbligato le persone a vivere per periodi molto lunghi e continuativi all’interno della propria abitazione. Questo intenso modo di vivere una abitazione ha fatto nascere nuove esigenze?

Pensiamo che il Covid e il lockdown abbiano cambiato in tempi brevi la percezione e la funzionalità degli spazi abitativi. 

Dai primi incontri post-lockdown con la committenza si è subito percepito un modo diverso di vivere la casa; ruolo importante è stato dato all’ingresso vista la nuova necessità nel togliersi le scarpe sulla soglia della porta; questo comporta il bisogno di cercare nuove soluzioni nel rendere semplice un gesto che fino a poco tempo fa non era essenziale, come appunto una seduta posta all’ingresso.

Altro punto di discussione è lo spazio dedicato al lavoro che pre-covid si limitava ad un piccolo scrittoio idoneo ad ospitare un portatile e ricavato in piccoli spazi della casa, ma che oggi invece assume un ruolo importante per via dello smartworking e delle conference-call che sono sempre più presenti.

Casa #A210, 2018 Palermo - ph: Serena Eller

oggi Palermo è una città in crescita, vi è una nuova energia, e possiamo chiaramente affermare che vi è una vera trasformazione in atto, non solo funzionale, ma anche culturale

i social sono stati per lo studio un importante trampolino di lancio e oggi sono veri e propri strumenti di lavoro

Gli incentivi fiscali sono una grande risorsa per l’edilizia e per l’architettura

Pensiamo che il Covid e il lockdown abbiano cambiato in tempi brevi la percezione e la funzionalità degli spazi abitativi.

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