Filippo Pagliani e Michele Rossi: Park Associati 

By Andrea Carloni e Carlotta Ferrati

Novembre 2019

Filippo Pagliani e Michele Rossi sono i fondatori di Park Associati, un’importante realtà italiana con sede a Milano che ha fatto della progettazione degli ambienti destinati al settore terziario il proprio core business. La definizione degli ambienti di lavoro richiede una formazione capace non solo di interpretare le esigenze della committenza ma allo stesso tempo del gran numero di persone che dovranno vivere all’interno dell’architettura. Fra le tante capacità richieste per raggiungere questi obiettivi una sicuramente è mantenere uno sguardo attento sulla società contemporanea. Per fare questo Park Associati ha inserito al proprio interno Park Plus che è un vero e proprio team di ricerca e Park Hub, un luogo che in molteplici modi cerca di convogliare e assimilare il pensiero dei più giovani.

Filippo Pagliani e Michele Rossi Photo:Paolo Zambaldi

Ormai i luoghi di lavoro tendono sempre più a essere spazi ibridi, che vanno ben oltre il lavoro quotidiano alla scrivania.

Il luogo di lavoro del futuro assomiglierà un po’ di più a un ambiente ibrido che prende alcune suggestioni dagli spazi domestici e altre da luoghi conviviali e pubblici.

Molti dei vostri progetti riguardano edifici destinati ad attività lavorative, da dove partite e come ottenete una corretta distribuzione degli spazi?

Partiamo come sempre dall’ascolto e dall’attenzione. Gli edifici per uffici e gli Headquarters che abbiamo realizzato negli ultimi anni nascono in ambiti diversi tra loro. Possono essere il recupero di un edificio storico o moderno in centro città oppure una nuova costruzione in periferia, o viceversa. In tutti i casi si parte dal tessuto del costruito esistente. Una nuova comunità lavorativa che va a insediarsi in ambienti urbani già vissuti e con una loro storia, comporta piccoli e grandi cambiamenti: di viabilità, di servizi, di vivibilità e naturalmente di sostenibilità.

Park Associati – Salewa HQ, Bolzano -2011, PH: Oskar Da Riz

Gli interni e le distribuzioni degli spazi dipendono molto dalla tipologia di ambiente che viene richiesta: un Headquarter presuppone non solo un’attenta analisi delle suddivisioni per poter ospitare anche alcune migliaia di persone, ma necessita la progettazione di spazi comuni, caffetterie aziendali, sale conferenze, spazi per la formazione, palestre per i dipendenti, asili nido. Ormai i luoghi di lavoro tendono sempre più a essere spazi ibridi, che vanno ben oltre il lavoro quotidiano alla scrivania. Spazi che più sono in grado di creare opportunità d’incontro e di far convivere diverse funzioni, più rispecchiano le esigenze del lavoro contemporaneo. E’ stato interessante per noi lavorare per clienti come Salewa, Nestlé, Luxottica, Generali, in un periodo in cui il mondo dell’ufficio è così radicalmente cambiato, diventando il campo di nuove sperimentazioni e di nuovi modi di organizzare gli spazi.

Park Associati – Engie HQ, Milano – 2018, PH: Andrea Martiradonna

Che cos’è Park Plus?

Park Plus è un team di ricerca, nato nel 2018, dall’esigenza di supportare i team operativi nell’iter progettuale. Negli ultimi due anni il numero dei progetti e dei concorsi a cui lavoriamo è aumentato decisamente, è nata così  l’esigenza di mantenere e possibilmente aumentare la qualità compositiva e tecnica delle proposte. Per uno studio come il nostro che si occupa di progetti su vasto spettro, dall’urbanistica all’interior design, c’è anche la voglia di creare un ambiente fertile per l’innovazione e soprattutto la sperimentazione che fa parte da sempre del nostro metodo di lavoro.

Il gruppo di Park Plus, coordinato da tre architetti dello studio e formato da 3 giovani collaboratori, che si alternano periodicamente, svolge un lavoro di ricerca teorico e pratico. Anticipa il flusso della progettazione approfondendo certi temi e si affianca ai team di progetto per proporre soluzioni alternative non appena si presenti l’occasione. Sul piano pratico, Park Plus sperimenta materiali, nuove soluzioni per le presentazioni dei progetti e per i modelli. Insomma, rappresenta una ventata di novità per tutti e si cominciano a vederne gli effetti nel lavoro dello studio.

Park Associati – PH: Park Associati

Che cos’è Park Hub?

Park Hub è un contenitore, sia fisico che ideale, in cui ci interessa far incontrare idee e sollecitazioni esterne che sentiamo importanti per noi e che a nostra volta vogliamo condividere con la città. Milano è un laboratorio urbano, dove si stanno elaborando nuovi modi di vivere e di convivere, di pensare, di lavorare. Nascono nuove attività, nuove creatività, la cultura in generale si sta rinnovando. Così, quando un anno e mezzo fa abbiamo ampliato i locali al primo piano dello studio, prendendo un grande spazio al pian terreno, abbiamo pensato di dedicare un luogo anche alla presentazione di mostre, di libri, a conferenze e molto altro ancora.

Park Associati – Studio –  PH: Park Associati

Abbiamo anche deciso di istituire una call internazionale per designer under 30 e di dedicare questo spazio al progetto vincitore, ogni anno, durante il Salone del Mobile. La prima edizione è stata l’anno scorso e il progetto presentato, “Insecure” di Zan Kobal e Weixiao Shen, ha avuto un successo che è andato oltre ogni nostra aspettativa. Abbiamo già lanciato la seconda edizione, a cui si può partecipare fino al 20 dicembre prossimo, tutte le informazioni si trovano sullo spazio dedicato a Park Hub sul nostro sito. Il 2020 sarà un anno molto movimentato per Park Hub, stiamo preparando una serie di iniziative per i 20 anni dello studio.

Park Associati – Studio –  PH: Park Associati

Park Associati partecipa a molti concorsi, c’è una tipologia che preferite e ritenete più valida?

I concorsi pubblici in Italia sono come sempre afflitti da burocrazia e lungaggini, iter complicati e poca chiarezza.

A tutto questo si aggiunge il fatto che spesso alla vincita di un concorso non segue necessariamente un incarico.

Questo succede molto meno nei concorsi privati.

Cerchiamo di partecipare ai concorsi in cui sentiamo di avere qualcosa da dire ma vogliamo anche aprirci ad ambiti che non sono necessariamente il nostro core business. I concorsi sono sempre stati per noi occasione di crescita progettuale perché occasione di sperimentazione e confronto.

Park Associati – Catania Guarda il Mare –  2019

Ci potete descrivere in maniera sintetica quali sono le fasi salienti per cui un nuovo incarico diventa un progetto esecutivo pronto per avviare il cantiere? Faccio questa domanda perché immagino che per gestire alcuni vostri progetti serva una notevole capacità di coordinamento.

In effetti la strada di un progetto fino all’esecutivo può essere lunga e tortuosa ed è vero che l’organizzazione e il coordinamento dei vari soggetti coinvolti è fondamentale. Non si tratta solo del team di progettazione all’interno dello studio, anche se la crescita in termini di collaboratori dello studio ha comportato anche un cambio nell’organizzazione e nel modo in cui i progetti vengono seguiti nelle loro varie fasi. Abbiamo collaboratori molto validi e project leader con una solida esperienza in questo senso, l’iter di lavoro al nostro interno scorre piuttosto fluidamente. Un progetto è però il frutto della collaborazione con una serie di consulenti e fornitori che entrano in gioco nelle varie fasi e con cui occorre coordinarsi al meglio per rispettare i tempi previsti dal cliente. Anche la scelta dei fornitori e la loro messa in gara per le varie funzioni e per i materiali, presuppone tempi che non devono risultare troppo lunghi.

Spesso però L’attesa per l’ottenimento di un permesso di costruire può durare mesi e solo dopo che è arrivato, il progetto può avanzare a fasi che portano al cantiere. Come si diceva, una strada lunga e tortuosa ma sempre entusiasmante.

Park Associati – Princeless, Palazzo Beltrami, Piazza della Scala, Milano – 2015 PH: Andrea Martiradonna

Cosa chiedono le aziende del nuovo millennio all’architettura?

Basandoci sulla nostra esperienza, possiamo dire che le aziende sono molto più attente di un tempo a creare luoghi di lavoro in sintonia con i cambiamenti dei tempi e modi del lavoro stesso. L’architettura dei luoghi di lavoro non deve solo confrontarsi con parametri standard di sostenibilità ambientale che sono ormai indispensabili a qualsiasi progetto, affrontando il protocollo della procedura LEED. Ci sono altri parametri da tenere in considerazione, che sono appunto quelli del benessere all’interno del posto di lavoro, a cui si legano produttività e in ultima analisi lo sviluppo stesso dell’azienda. La certificazione WELL, ormai indispensabile per la progettazione degli ambienti di lavoro, misura proprio la sostenibilità verso la componente umana, cioè di chi gli spazi andrà a viverli. L’edificio non ha solo una valenza iconica o simbolica per l’azienda, deve essere un luogo in cui le persone che lo frequentano si sentono a proprio agio.

I nuovi uffici, gli headquarters, sono spazi in cui le dinamiche di una comunità vengono analizzate in fase di progetto. Il tempo del lavoro sta cambiando, così come tanti altri fattori importanti dell’organizzazione sociale. Il luogo di lavoro del futuro assomiglierà un po’ di più a un ambiente ibrido che prende alcune suggestioni dagli spazi domestici e altre da luoghi conviviali e pubblici. Tornando alle nuove esigenze, sappiamo ora che quando iniziamo un progetto per un office building, dobbiamo immaginarcelo sempre più multifunzionale, e accogliente.

Park Associati – Tenoha, Milano, 2018 PH: Andrea Martiradonna

Park Associati ha avuto modo di pensare anche dei masterplan, secondo voi ci sono dei tratti comuni che potremmo trovare nelle città del futuro?

L’espansione e la trasformazione urbana stanno cambiando interi territori. Questo avviene anche in Europa, patria dell’evoluzione storica delle città. Le scale di intervento sono diverse a seconda dello sviluppo e dell’evoluzione dei territori. A Milano come a Londra e Berlino o Mosca si interviene sempre più sull’esistente e sul costruito, ma non mancano progetti per nuovi sviluppi urbani basati sui concept architettonici, tecnologici, sociali ed economici più innovativi. Pensiamo che le tecnologie, progettazioni più conservative che espansive e una maggiore consapevolezza ambientale porteranno a città policentriche, connesse e attraversabili grazie a mezzi pubblici di nuova concezione. Anche le città storiche stanno trasformandosi, senza perdere la loro anima e approfittando di idee innovative che in tutti i campi stanno cercando di rimediare agli errori del passato. Lo abbiamo visto lavorando al progetto per il concorso che recupera il waterfront di Catania. Una città che vive sul mare e del mare, che si era costruita nel tempo una serie di barriere, dovute a viabilità sbagliata e costruzione di una ferrovia lungo la costa, creando una spaccatura tra la vita cittadina e il mare. Il nostro progetto ha come fine proprio quello di far sì che la città si riappropri del proprio spazio sul mare, liberandolo da infrastrutture desuete, che possono essere convogliate altrove, per creare nuovi luoghi di aggregazione, di attività e di cultura. Non solo provvedere a nuovi spazi dunque, ma esaltare le possibilità insite nel tessuto sociale, culturale e storico per pensare ai masterplan del futuro.

Park Associati – Cava Ronchi, Milano, in corso

Che rapporto avete con Milano?

Siamo nati entrambi a Milano. Qui siamo cresciuti e abbiamo studiato. Dopo aver vissuto e lavorato all’estero, è qui che ci siamo ritrovati, iniziando insieme l’avventura di un nuovo studio nel 2000. Milano ci ha dato tantissime soddisfazioni professionali e da un po’ di anni a questa parte è riuscita a sorprenderci, a cambiare ed evolversi come non avremmo pensato e sperato. Lavorare e vivere a Milano non significa essere al riparo da tutte le problematiche presenti sul resto del territorio nazionale quando si parla di politica, prospettive, miglioramento della nostra vita come cittadini in generale. Milano però è in movimento, non solo dal punto di vista dell’architettura. Si ha l’impressione che le cose succedano anche qui e non solo altrove come abbiamo lamentato per anni. Milano è sempre stata una città accogliente, aperta, pronta ad affrontare sfide, ci piacerebbe che tutto questo rimanesse e si evolvesse insieme alla città, e non si perdesse questo peculiare carattere milanese nel processo di sviluppo verso il futuro.

Park Associati – Cordusio, Milano, 2018 – PH: Andrea Martiradonna
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I concorsi sono sempre stati per noi occasione di crescita progettuale perché occasione di sperimentazione e confronto.

Pensiamo che le tecnologie, progettazioni più conservative che espansive e una maggiore consapevolezza ambientale porteranno a città policentriche, connesse e attraversabili grazie a mezzi pubblici di nuova concezione.