Fabio Fantolino: l’eleganza legata alla cultura e non al lusso.

By Andrea Carloni e Carlotta Ferrati

Dicembre 2019

Fabio Fantolino rappresenta  una delle figure più interessanti tra quella tipologia di progettisti che sono definiti interior designer e che hanno collaborato molto a diffondere lo stile Italiano. Parlando con Fantolino comprendiamo bene che quella che potrebbe essere pensata come una professione basata prevalentemente sul gusto del progettista è in realtà basata su conoscenze molto tecniche. Il progetto inizia a nascere solo dopo che è stata effettuata una profonda analisi sul luogo di intervento e sono state recepite più informazioni possibili dal cliente.

E’ grazie a questo profondo lavoro di ricerca che Fantolino acquisisce quella sicurezza e libertà compositiva che gli permettono di definire ogni minimo dettaglio, fino al punto di pensare la posizione degli accessori sui mobili oppure la collocazione dei dipinti alle pareti. Come lui stesso spiegherà ogni soggetto visibile collabora a creare un equilibrio all’interno della composizione architettonica e la sua collocazione deve essere pensata.

Fabio Fantolino

un ambiente è la conseguenza dei compromessi trovati tra i vari spazi.

vi deve essere una totale armonia tra tutti oggetti e materiali presenti all’interno di ogni ambiente

Nell’affrontare un nuovo progetto da dove inizia?

Una delle prime cose che faccio è quella di cercare di capire dove mi trovo e cosa mi sta trasmettendo quel luogo. Contemporaneamente a questo mi confronto con il cliente cercando semplicemente di conoscerlo.

Tutte queste informazioni sono il punto di partenza delle mie riflessioni che spesso pratico non seduto ad una scrivania, ma nei momenti di relax quando la mente è più predisposta ad immaginare. Questa fase del progetto dove sensazioni, immagini e riflessioni si intrecciano continuamente non è razionalizzata, ma è fondamentale per scegliere la strada da percorrere.

Fabio Fantolino – Casa Lagrange

Molti dei suoi progetti sono abitazioni, come si relaziona con il cliente per capire i suoi desideri?

Beh, una delle prime cose che faccio è cercare di capire chi ho davanti. Come si veste, che socialità occupa e come si relaziona con me. Già dal primo incontro gli chiedo di compilare un dettagliato questionario tecnico dove vi sono elencate tutte le cose che desidera.

In pratica gli pone delle domande sull’utilizzo dell’abitazione?

Sì, ad esempio gli viene chiesto quante camere vuole ed in quali desidera il bagno abbinato. Oppure se vuole la cabina armadio e se sì, come preferisce utilizzarla, se aperta, chiusa etc.

Le domande sono anche sulla fruizione degli spazi, se preferisce mangiare in cucina oltre che in sala o in soggiorno. Compilato il questionario iniziamo a parlare dei suoi gusti estetici e di design in generale per capire se ci sono delle cose che ama o detesta particolarmente. Gli chiedo anche se può farmi vedere o descrivere alcuni ambienti che lo hanno colpito. Le immagini per me sono molto importanti per capire con chi mi sto confrontando e cosa desidera.

Fabio Fantolino – Casa Sette

Dopo procedete alla definizione di un layout?

Non uno, ma molti. E tutti dovranno soddisfare anche se in maniera diversa le richieste del cliente. Tutte queste soluzioni gli verranno mostrate e saranno confrontate insieme.

Perché se tutti i layout soddisfano le richieste del cliente sono necessari da mostrare?

Perché la razionalizzazione di un ambiente è la conseguenza dei compromessi trovati tra i vari spazi. Per farle un esempio, nel primo layout ho una camera grande con bagno piccolo, nel secondo ho la solita camera più piccola, ma con bagno più spazioso e casomai provvisto di vasca da bagno.

Con questo processo il cliente ha tutti gli strumenti per comprendere e scegliere quello che preferisce, una volta deciso il layout definitivo iniziamo la fase creativa.

Fabio Fantolino – Palazzo Missori

Può capitare che un cliente sia distante dal vostro modo di fare designer?

Il nostro metodo e gusto progettuale è molto versatile, pur mantenendo un esplicito carattere. Questo ci permettere di realizzare progetti che ci rispecchiano ed allo stesso tempo soddisfano le esigenze di varie tipologie di clienti.

Il filo rosso che unisce tutti i nostri progetti è sicuramente la contemporaneità anche se questa può prendere molteplici sfaccettature ed adattarsi ai luoghi più disparati.

In questo periodo stiamo seguendo alcune ristrutturazioni di abitazioni Settecentesche, aventi molti affreschi al loro interno. Certamente se un cliente ci chiedesse di copiare o emulare uno stile fatto secoli prima avrebbe da parte nostra un semplice no.

Fabio Fantolino – Courmayeur

Nei suoi progetti la collocazione di ogni cosa, anche della più piccola, sembra sia pensata per relazionarsi con le altre al fine di creare un’armonia. Potrebbe essere una giusta interpretazione?

Devo dirle che molto spesso i clienti si affidano totalmente a noi fino al punto di chiederci anche la giusta collocazione dei loro soprammobili o accessori per la casa.

Secondo noi vi deve essere una totale armonia tra tutti oggetti e materiali presenti all’interno di ogni ambiente. Le lampade, così come anche i piccoli accessori per la casa, hanno comunque una notevole capacità di influire su questo equilibrio.

Che rapporto ha con i materiali? Ce ne sono alcuni che preferisce?

Il legno non può mancare mai. Molto spesso utilizziamo anche il marmo o la pietra.

Credo che l’utilizzo di materiali naturali doni un certo tipo di eleganza all’ambiente e faccia star bene le persone.

Fabio Fantolino – Moncalvo

Nei suoi progetti l’illuminazione non si limita ad illuminare, ma diventa essa stessa un soggetto di progetto…

Ogni nostro progetto ha più tipologie di illuminazione.

La prima sono le luci tecniche, molto spesso realizzate con faretti che servono ad illuminare i luoghi ed a creare un certo tipo di atmosfera. Questi corpi illuminanti devono essere collocati alla giusta distanza tra loro e disposti con molta attenzione in modo da creare delle pause di ombra. Otteniamo questo effetto quando dal soffitto vengono proiettati su una parete, oppure se illuminano un oggetto e ne tengono leggermente sotto tono uno vicino. Il secondo tipo di illuminazione sono le lampade di design che quasi sempre illuminano se stesse.

Un’altra tipologia di lampade che usiamo frequentemente  sono i pendenti, mentre raramente facciamo uso di led.

Fabio Fantolino – Barca’s

Ha degli autori o correnti stilistiche a cui si sente particolarmente legato?

Autori specifici direi di no. Le correnti rispetto alle quali mi sento sempre contaminato, anche quando non vorrei, sono i colori e le forme degli anni ‘60 e ‘70.

Sarebbe giusto dire che Fabio Fantolino cerca di dare una sua interpretazione dell’eleganza?

Ognuno di noi ha la propria interpretazione dell’eleganza. La mia è un tipo di eleganza che non è vicina al lusso, ma alla cultura.

Spesso per sottolineare questo concetto inserisco all’interno dei miei progetti pezzi che hanno fatto la storia del design.

Fabio Fantolino – De Wan

Quanto è importante per un designer o un architetto essere a Milano?

Milano nel panorama internazionale è sicuramente una tra le città con il più alto livello di culturale legato al mondo del design. Tantissime aziende utilizzano Milano come primo luogo per presentare le loro novità o aprire uno showroom. Molti imprenditori di livello internazionale vivono e investono in questa città coinvolgendo spesso studi del luogo.

Oggi è vero che grazie ad internet è possibile conoscere molto, pur trovandosi nei luoghi più remoti del mondo, ma credo che sia ben altra cosa avere la possibilità di vivere e lavorare in una città dove il design è la cultura dominante.

Fabio Fantolino – Moncalvo
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Il filo rosso che unisce tutti i nostri progetti è sicuramente la contemporaneità

Milano...una città dove il design è la cultura dominante