Bergmeisterwolf Architekten: architettura contemporanea che nasce dal confronto con il territorio

By Andrea Carloni e Carlotta Ferrati

Settembre 2019

Lo studio Bergmeisterwolf Architekten, con sede a Bressanone e Rosenheim, è stato fondato da Gerd Bergmeister e Michaela Wolf. Ogni loro progetto parte da una profonda analisi dei materiali e della morfologia del territorio, una volta assimilate queste informazioni iniziano una serie di processi e riflessioni che porteranno verso la costruzione di un’architettura contemporanea.

Gerd Bergmeister e Michaela Wolf

Spesso nei vostri progetti parlate di tradizione, ma vediamo solo costruzioni contemporanee. Ce ne può parlare?

Un paesaggio naturale come quello “altoatesino” con le sue montagne e le sue valli per essere abitato deve anche essere modellato, scavato, sagomato come l’uomo ha sempre fatto nel corso della storia. L’uomo ha infatti sempre trasformato il territorio cercando di sfruttare al meglio le sue capacità ed è interessante notare come tali trasformazioni abbiano determinato l’immagine del paesaggio, al punto tale da considerarlo non come paesaggio costruito, ma come paesaggio culturale. Certe tecniche di costruzione del territorio vengono assimilate dall’occhio umano come patrimonio culturale di un luogo, fino a percepirle come opere necessarie, come interventi talmente radicati da apparire connaturati ad esso. I terrazzamenti in pietra sui pendii dei vigneti, la presenza del patio, l’inserimento del progetto al di sotto del suolo come nelle cantine dei vecchi masi, l’adattamento del progetto alle curve di livello costituiscono delle soluzioni tradizionali ad hoc per un territorio come quello altoatesino e che fanno parte della nostra architettura. Noi pensiamo che sia proprio il confronto con la morfologia del territorio che ci avvicina così tanto alla tradizione che determina anche forme, colori e materiali. Individuato il tipo di intervento più adatto al luogo pratichiamo poi delle distorsioni al progetto che riassumiamo spesso in un titolo sintetico: emerso, ritagliato, prolungato, piegato sono tutte delle operazioni e delle idee che applichiamo al progetto e ci guidano verso un’architettura contemporanea.

Bergmeisterwolf Architekten – Strutture in pendenza – Villa p – 2013 – Photo: Gustav Willeit

Che rapporto avete con i materiali?

Anche l’utilizzo dei materiali del luogo contribuisce a rendere una costruzione più “naturale”, integrando l’opera nel territorio, favorendo lo sviluppo di un intervento che nasce spontaneamente dal terreno, dalla modellazione di quei prodotti che il territorio stesso offre. Accostare materiali diversi, mediante l’utilizzo di interstizi, vuol dire riassumere la complessità dell’ambiente, le sue sfumature, la sua natura, ma allo stesso tempo fa nascere nuovi significati medianti nuovi usi funzionali. Nello specifico la grana e il colore degli intonaci delle mura dei vecchi masi, le essenze del legno e i vari materiali usati all’interno e all’esterno di queste costruzioni costituiscono per noi un grande esempio di utilizzo delle diverse texture e colori. Questi materiali non sono sottoposti ad alcun tipo di trattamento ma sono utilizzati naturalmente perché così facendo risentono prima dell’azione del tempo, diventando parte del luogo. Usare i materiali tradizionali permette di stabilire una relazione armonica con il territorio, una relazione che allo stesso tempo muta con il passare delle stagioni: dall’inverno alla primavera, dall’estate all’autunno, l’ambiente subisce una netta trasformazione destinata a mutare lo spazio percepito al punto tale da restituire immagini molto diverse con contrasti cromatici molto vari. Anche le soluzioni dei dettagli costruttivi sono strettamente correlati alla scelta del materiale e attingono dal passato per poi essere ripensati ed adattati al progetto. Solo così facendo è possibile trovare una continuità con il passato, un equilibrio tra passato presente e futuro.

Bergmeisterwolf Architekten – Blocco – Laboratorio di sculture in legno – 2012 – Photo: Gustav Willeit

Da dove inizia un vostro progetto?

L’atto progettuale ha inizio con un obiettivo ben definito: costruire significa lavorare con il passato, il presente ed il futuro al fine di comprendere e svelare l’identità del luogo. Per tale motivo è necessario ricostruire lo spazio in cui si opera. Il modello fisico ha infatti per noi la stessa funzione dello schizzo progettuale perché permette di individuare con semplici azioni (tagliare, prolungare, distorcere, scavare ecc..) il tipo di intervento più adatto per quel territorio.

Bergmeisterwolf Architekten – Piegato – Villa b – 2018 – Photo: Gustav Willeit

Nella elaborazione dei vostri progetti date molta importanza all’utilizzo di modelli fisici. In che fase iniziate a costruirli?

L’Alto Adige è un territorio con una morfologia complessa e con zone molto diverse tra loro. Per capire questi luoghi noi costruiamo sempre dei modelli a diverse scale, per percepire lo spazio. Si tratta di un’architettura molto attenta a come si inserisce nel terreno, come lo scava e come emerge da esso. Pensiamo che il cartone sia il materiale più adatto a operare questo studio perché puó essere tagliato, inciso e modificato con grande facilità prestandosi quindi a delle azione progettuali immediate.

Bergmeisterwolf Architekten – Blocco – Laboratorio di sculture in legno – 2012 – Photo: Gustav Willeit

Adesso una domanda che non abbiamo fatto solo a voi, ma anche ad altri studi di architettura. Perché nelle zone del nord italia che confinano con austria e svizzera ed in particolare nel territorio del trentino-alto adige, è possibile trovare più facilmente, rispetto al resto del paese, studi di architettura di alta qualità?

Da diversi anni l’Alto Adige vede sviluppare un diffuso tessuto costruito di qualità che ha trasformato una regione a vocazione agricola-pastorale in una a vocazione anche turistica. Ci siamo interrogati più volte sulle ragioni di questo sviluppo. Riteniamo che qui non ci sia una scuola ma un punto di incontro dove gli architetti che operano in questo territorio subiscono delle influenze sia dal mondo italiano che da quello austriaco e svizzero. Ciò che accomuna questi architetti è il luogo in cui gli stessi operano. Il paesaggio altoatesino è infatti contraddistinto da un propria baukultur o cultura del costruire. Questo concetto fa invece riferimento al legame che, come dice la parola stessa, esiste tra cultura e costruzione. In altre parole per baukultur si intende l’architettura di un determinato contesto, in particolare quello alpino, che si distingue per una forte sensibilità nei confronti dei caratteri distintivi del luogo. Ad esso si aggiunge la grande maestria artigianale di questi territori che diventa uno strumento essenziale per spingere l’architettura tradizionale verso quella contemporanea.

Bergmeisterwolf Architekten – Emergere – Nuova cantina Pacherhof – 2018 – Photo: Gustav Willeit

Avete degli autori di riferimento?

Il riferimento principale resta per noi il paesaggio e tutto ciò che storicamente è percepito come parte di esso. Al territorio si aggiungono anche riferimenti e collaborazioni artistiche che sono frequenti in molti dei nostri progetti.

Bergmeisterwolf Architekten – Piegato – Villa b – 2018 – Photo: Gustav Willeit
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