De Castelli: il metallo è il nostro Dna

By Andrea Carloni e Carlotta Ferrati

Settembre 2019

Quella che segue è l’intervista a Filippo Pisan giovane designer e dal 2011 R&D Manager di De Castelli.
De Castelli è un’azienda giovane fondata da Albino Celato la cui famiglia da molteplici generazioni è dedita alla lavorazione artigianale dei metalli. La storia di questa azienda, come ti tante altre nate nel nostro paese nel secolo scorso, fa parte di quella storia d’Italia che parla di piccoli e geniali imprenditori che con amore e dedizione creavano cose uniche e pezzo dopo pezzo hanno collaborato a creare quello che oggi viene definito Made in Italy. De Castelli a differenza di molti è riuscita a fare tesoro delle proprie conoscenze ed adeguarle al mercato contemporaneo.

Filippo Pisan

Come nasce De Castelli ?

De Castelli è una giovane azienda, fondata nel 2003 ma erede di un’esperienza di abili fabbri ed esemplari maestri nella lavorazione del metallo che arriva alla quarta generazione con Albino Celato, fondatore e anima dell’azienda. La svolta decisiva avviene agli inizi degli anni 2000, da allora De Castelli si è contraddistinta a livello internazionale per aver introdotto il design nella lavorazione del metallo, puntando a una produzione che unisce la manualità artigiana alla tecnologia e alla progettazione. I materiali come l’acciaio inox, l’alluminio, il Cor-Ten, il ferro, l’ottone e il rame, si trasformano attraverso le lavorazioni manuali, preziose ed accurate, caratterizzando i dettagli e la qualità complessiva delle creazioni di De Castelli e differenziandole da ogni altra produzione.

De Castelli – Pensando ad Acapulco by Ivdesign – Photo: Alberto Parise

Quindi a livello di struttura aziendale, De Castelli da una parte produce oggetti e dall’altra lavora su commissione?

Esatto. De Castelli è una realtà molto flessibile che vede coesistere al suo interno diverse anime. Da un lato i complementi per l’interior e l’outdoor, associati all’altissima qualità legata alla produzione tecnologico/artigianale di De Castelli e alle molteplici relazioni con designer di rilevante professionalità e fama, continuano ad essere realizzati per il cliente privato e ad essere distribuiti nei migliori showroom italiani ed esteri. Dall’altra l’azienda mette a disposizione il proprio Know how a progettisti e architetti per la realizzazione di progetti custom. Da questa collaborazione sono già nate prestigiose realizzazioni. Ne sono esempio l’Archimbuto di Cino Zucchi per il Padiglione Italia della Biennale di Architettura 2014 e i Padiglioni di Milano Expo 2015 degli architetti Zito e Pedron per OVS ed Excelsior Milano.

De Castelli – l’Archimbuto by Cino Zucchi

In Italia ho visto che sempre più aziende hanno una impostazione simile alla vostra…

Il posizionamento in una fascia alta di mercato, non può prescindere dalla possibilità di personalizzazione. La clientela richiede prodotti dedicati, disegnati e realizzati su volontà precise. Saper intercettare e rispondere a queste esigenze è la vera forza della De Castelli.

De Castelli – Photo: Matteo Imbriani

De Castelli negli anni ha coinvolto molti designer. Di solito nello sviluppo del prodotto come vi rapportate con i progettisti?

Il rapporto con i designer è sempre stato fondamentale per De Castelli ed ogni anno infatti abbiamo numerose richieste di collaborazione. Negli ultimi anni abbiamo deciso di inviare, a chi ne fà richiesta, un brief che da un lato racconti la nostra identità e dall’altro cerchi di esprimere al meglio quali sono le qualità ed i desiderata che stanno dietro ai nostri prodotti. Verso la fine di settembre selezioniamo le

proposte che abbiamo trovato interessanti e sviluppiamo il progetto assieme ai designer per la futura collezione. Altre volte come nel caso di Tracing Identity abbiamo selezionato una rosa di designer, in questo caso erano solo donne, chiedendo loro di disegnare un prodotto che esprimesse al meglio la loro identità e le potenzialità dei metalli De Castelli.

De Castelli – Polifemo by Elena Salmistraro and Scribble by Francesca Lanzavecchia – Photo: Matteo Imbriani

Vi serve per rimanere nella contemporaneità?

Sì, ma non solo. Un’azienda legata alla lavorazione di uno specifico materiale come la nostra, deve continuamente mettersi in discussione ed aprirsi a nuove visioni e contaminazioni. Una ricerca continua.

De Castelli – Stand De Castelli Salone del Mobile Milano 2019 – Photo: Alberto Parise

Quanto è importante oggi per un’azienda confrontarsi con il mondo dei social network e dei media digitali in generale?

I social network ed i media digitali sono oramai entrati con forza nella quotidianità di ogni persona, diventa quindi imprescindibile per un’azienda contemporanea non confrontarsi con queste realtà. Il mondo della comunicazione si sta evolvendo velocemente ed è fondamentale seguire e governare questi cambiamenti.

De Castelli – Marea by Zanellato / Bortotto and Placas by LucidiPevere – Photo: Matteo Imbriani

La vostra qualità delle foto è molto alta…

Da sempre De Castelli dedica una cura particolare al materiale fotografico, gestendo e seguendo internamente e con molta attenzione gli shooting. La scelta delle atmosfere, il controllo delle luci e delle prospettive esaltano le potenzialità espressive dei nostri materiali dando vita ad immagini che diventano identificative e caratterizzanti per il brand. Nel corso degli anni questa dedizione ci ha permesso di definire uno stile chiaro e riconoscibile, tanto etero quanto corporeo.

De Castelli – Loom by Filippo Pisan – Photo: Matteo Imbriani

Parlare di De Castelli vuol dire parlare di lavorazione del metallo. Quanto è importante per la vostra identità aziendale che i vostri oggetti siano associati a questo materiale?

Il metallo è il nostro Dna. Ogni nostro progetto affonda lì le sue radici. Gli oggetti che realizziamo non possono prescindere dal metallo, ma anzi devono riuscire ad esprimere al meglio le sue qualità espressive oltre che le possibilità tecniche. Il binomio De Castelli – metallo è imprescindibile.

De Castelli e Paola Lenti, Fuori Salone 2019 Milano – Photo: Sergio Chimenti

È ancora importante il Made in Italy?

È un valore fortemente abusato, ma ancora qualificante e di cui bisogna avere molto rispetto. Il panorama italiano è ricco di realtà artigianali dalle molteplici competenze che se combinate ad un adeguato sviluppo tecnologico e culturale posso dare a vita a situazioni uniche con valore aggiunto altissimo. Viviamo nel paese del Rinascimento dove arte, cultura e bellezza ci hanno reso famosi nel mondo. Bisogna saper ripartire dalle proprie basi.

De Castelli e Paola Lenti, Fuori Salone 2019 Milano – Photo: Sergio Chimenti
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