Caldesini di Rocco Borromini

AUTORE:

Rocco Borromini

ANNO:

2019

Rocco Borromini in questo intervento su due antichi edifici rurali situati nel mezzo della campagna toscana ha sapientemente mescolato e creato un equilibrio tra passato e presente.

Caldesini by Rocco Borromini PH: Marcello Mariana

L’intervento ha comportato la ristrutturazione di tre antichi edifici rurali nella campagna aretina, nei pressi di Anghiari. Il progetto, nel suo insieme, si è basato sul desiderio di rispettare le strutture preesistenti, cercando di mantenere il legame tra il luogo e l’edificio, partendo dal presupposto che questo legame esistesse da sempre per le architetture rurali. Queste architetture “senza architetti”, come le chiama Bernard Rudofsky, insegnano quanto possa essere delicato un intervento in presenza di consapevolezza storica e radicamento territoriale e possono essere d’ispirazione per una modernità che ha forti legami con la storia o piuttosto è un’evoluzione naturale, un metodo che considero l’unico possibile in luoghi in cui l’intervento umano è ancora molto limitato. Ci sono tre corpi principali, un corpo originariamente usato come abitazione e una stalla per le mucche, un corpo originariamente usato come un fienile e un corpo usato per magazzino. Oltre a questi, il complesso comprende un altro piccolo edificio che è stato completamente ricostruito perché è crollato e tre ettari di terreno, in parte prato e in parte destinato a oliveti e vigneti. All’esterno gli unici elementi aggiunti sono la piscina a sfioro, completamente rivestita in pietra naturale, con vista panoramica sulle colline e un percorso in pietra che collega le varie parti della casa.

Caldesini by Rocco Borromini PH: Marcello Mariana

Il primo edificio ha due ingressi, uno al piano terra e uno al primo piano, essendo parzialmente incassati nella pendenza del terreno naturale. La legnaia è posta all’ingresso nord di questo corpo, immediatamente oltre la casa la sala da pranzo con il camino, le pareti in pietra locale sono il risultato di un attento restauro, le travi del tetto sono in rovere antico recuperato, un cemento a spatola fatto a mano è stato scelto per il pavimento. Collegata alla sala da pranzo, la cucina di casa è organizzata attorno a un’isola centrale di design in acciaio che incorpora i briciatori, lavello e piano di lavoro, con mensole in acciaio inossidabile su cui è collocato un antico lavello in pietra, su piastrelle di cemento a terra di recupero di origine fiorentina. La zona giorno accanto alla sala da pranzo è caratterizzata anche da alti muri in pietra locale e travi di quercia antiche. La scala di collegamento tra i due piani della casa principale, che non erano collegati se non da una piccola botola, viene quindi inserita in una stanza ricavata dalla demolizione di una parte della lastra ed è composta da un profilo di ferro naturale staccato dalle pareti perimetro, impreziosito da un piccolo corrimano in ottone e una grande lampada da soffitto scultorea. Al piano inferiore, dove troviamo le stanze private precedute da un soggiorno, è caratterizzato da un pavimento in pietra naturale a spacco naturale scelto indiscriminatamente per interni ed esterni per cancellare i confini. Il bagno che serve la camera da letto è completamente rivestito in cemento e presenta una mensola costruita sul posto come un segno grafico per indicare la posizione dell’antica mangiatoia. La camera da letto principale occupa parte di quella che era la stalla, le volte in mattoni originali sono state conservate grazie a un intervento di restauro che ha combinato la volontà conservatrice con i requisiti di adattamento alle norme antisismiche. Il secondo edificio, un tempo utilizzato come fienile e porcile , è composto da due livelli ora occupati da tre camere da letto. Anche in questo caso l’esterno conserva le caratteristiche architettoniche originali. Per quanto riguarda l’intervento nel suo complesso, è stato ritenuto importante intervenire nel rispetto delle caratteristiche compositive e materiali, studiando le peculiarità del territorio, agendo puntualmente per preservare ciò che poteva essere conservato, facendo una ricerca approfondita sui materiali tradizionali e inserendo elementi limitati di contrasto. Ad esempio, i tetti, intesi come struttura e rivestimenti, sono stati completamente rifatti nel rispetto degli spessori originali limitati, adottando varie misure per mantenere invariata l’estetica delle facciate.

Caldesini by Rocco Borromini PH: Marcello Mariana

Nel caso specifico del fienile, al piano superiore, gli scaffali in muratura sono stati ricostruiti secondo la tradizione, utilizzando materiali antichi e ricavando dal restauro quella che era una luce filtrata molto confortevole, spesso ricercata nell’architettura attuale. Per la copertura abbiamo scelto un abete antico che ben si abbina alla capriata originale. La camera da letto che occupa l’intero piano superiore è caratterizzata da una superficie in resina omogenea che ricopre completamente i pavimenti e il blocco del bagno centrale, rendendoli un unico corpo, in contrasto con le pareti perimetrali in rasopietra e con il legno antico del tetto. Il terzo e l’ultimo edificio ricostruito contengono rispettivamente un’officina per la fabbricazione di ceramiche e un locale tecnico al servizio della piscina. Entrambi sono stati trattati con la stessa filosofia che ha caratterizzato l’intero intervento. Particolare attenzione è stata data all’illuminazione artificiale interna ed esterna, la scelta è caratterizzata da pochi elementi, una luce molto calda e il desiderio di alternare aree che richiedono illuminazione scenografica con ombre le zone.

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