Architettura di confine

Ad alcuni studi di progettazione abbiamo fatto questa domanda:
Perché nelle zone del nord Italia che confinano con Austria e Svizzera ed in particolare nel territorio del Trentino-Alto Adige, è possibile trovare più facilmente, rispetto al resto del paese, studi di architettura di alta qualità?
Ecco le risposte.

Le motivazioni potrebbero essere educazione ed istruzione.
Penso che nelle facoltà di architettura di Vienna o alla ETH di  Zurigo oppure in Germania il livello formativo sia molto più alto rispetto all’Italia. Queste università influiscono sull’architettura del presente. Nella zona ovest dell’Austria oppure ovviamente nella Svizzera possiamo trovare, oltre che agli studi internazionali, delle realtà più piccole ma di notevole qualità. Penso che questo sia in parte conseguenza delle università dove i progettisti hanno studiato. 
Le università italiane dovrebbero essere più internazionali. Mi viene in mente il Politecnico di Milano o La Sapienza di Roma come uniche università in cui si respirano influenze più internazionali. Le altre si concentrano troppo sul passato e poco sul futuro, sono troppo legate all’arte e alla storia. 
Nelle università dovrebbero tornare ad insegnare gli architetti che fanno l’architettura. Ad esempio, negli anni ‘70 e ‘80 tutto il mondo dell’architettura era a Londra e dalla AA School sono usciti architetti molto importanti. 

Questo accade in particolare nel Trentino Alto Adige. Credo che in parte sia responsabile la politica che agevola questa situazione, mentre nel resto d’Italia sta diventando difficile fare qualsiasi cosa. Inoltre loro hanno ancora una linea di pensiero architettonico che da altre parti è scomparsa. Ultima cosa semplice ma fondamentale: hanno più disponibilità economica rispetto ad altre zone.

Il motivo è che qualità genera qualità. Quando abbiamo iniziato, la nostra valle era molto conservativa, ad esempio non era consentito fare il tetto piano. La prima casa che abbiamo fatto è stata casa mia; era una casa senza tetto, e nella zona, per usare un eufemismo, faceva “grande rumore”. Qualcuno ha però visto nella costruzione una grande qualità e così altre persone hanno iniziato a desiderarla. La gente comincia a volere qualità quando vede qualità.
Secondo me questo è il criterio. Ogni opera bella porta qualcuno che la vede e che vuole anch’esso qualità.

Un motivo è sicuramente la tradizione dei concorsi pubblici, più forte in Trentino Alto Adige, infatti ha già più di vent’anni. Concorsi pubblici di scuole, musei, asili, comuni, stazioni dei pompieri. La provincia fa concorsi aperti o ad invito per costruire queste strutture. Il sistema dei concorsi si è allargato anche al settore privato. Questa struttura dei concorsi, anche piccoli, riesce ad allargare la varietà architettonica. Invece di chiamare l’architetto che conosco invito vari studi diversi. Questo serve a creare più concorrenza ma anche più qualità. Nei concorsi che si fanno in Alto Adige vengono invitati anche studi tedeschi o svizzeri ed è per questo che c’è un’influenza più internazionale che altrimenti non ci sarebbe. Con queste opere pubbliche è entrata una architettura moderna internazionale. Aziende anche non troppo grandi fanno concorsi per trovare il progetto migliore. Tantissimi fanno concorsi privati. Anche il privato che vuol costruire una villa investe maggiormente sul progetto e invita vari studi, c’è un rimborso spese. Il committente può così scegliere quello più adatto alle sue esigenze. Uno dei nostri primi progetti, quello dell’Azienda Roto Blaas, è stato un concorso ad invito; abbiamo vinto il concorso e abbiamo così iniziato a disegnare il progetto. Eravamo ancora studenti all’università, ci siamo fermati due anni per costruire la struttura e abbiamo finito gli studi dopo.