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Peter Pichler ci racconta il progetto Looping Towers

Peter Pichler ci racconta il progetto Looping Towers

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Nel progetto Looping Towers questa grande costruzione non ospita solo abitazioni ma tanti servizi, come campi verdi ed una pista da corsa. Il palazzo diventa una piccola città verticale e possiede degli spazi di aggregazione sociale. Questi concetti erano già cari a Le Corbusier.
Può essere una giusta interpretazione?

No. Secondo me Le Corbusier voleva dividere residenze e lavoro. Invece questo ospita destinazioni d’uso molto diverse, è uno spazio “multiuso”.
Looping Towers per noi è un progetto importante perché verrà costruito in una zona quasi abbandonata, una zona industriale in cui ci sono soltanto alcuni uffici e qualche casa. Il fatto interessante è che il progetto crea un nuovo motore per tutta la zona che lo circonda, un po’ come è successo a Milano per Fondazione Prada, nata in una zona che adesso ha un valore diverso rispetto al passato, grazie all’impronta che ha dato questo edificio di qualità. Nel nostro progetto non dobbiamo vedere solo l’edificio, l’idea base parte da considerazioni più ampie perché lo scopo è quello di rivitalizzare tutta la zona. Importante diventa creare una connessione con gli edifici e servizi già esistenti.
Il tutto si amplia anche con lo scopo di utilizzare sempre meno macchine, come avviene per gran parte del nord Europa, dove utilizzano per lo più treni e biciclette.

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