Matteo Cibic per Scarlet Splendour

Matteo Cibic in questa collezione di oggetti realizzati per il nuovo brand indiano Scarlet Splendour unisce alcune secolari tecniche degli ebanisti indiani alla sua dirompente visione sulla contemporaneità.

Matteo Cibic per Scarlet Splendour

Com’è nata la collaborazione con Scarlet Splendour? Quanto ti hanno influenzato progettualmente le origini geografiche di questa azienda?

Questo aspetto è stato molto importante. 

Ho conosciuto i due proprietari, fratello e sorella, quasi per caso perché lui ha iniziato  a collezionare i miei lavori ed un giorno mi ha chiesto di disegnare una lampada per casa sua. 

Questo è stato l’inizio della nostra amicizia e da lì abbiamo creato insieme quello che ad oggi è il primo marchio di lusso indiano conosciuto nel mondo. Vorrei sottolineare questo concetto della nazionalità perché oggi non sono più le nazioni che fanno i brand, ma viceversa. Per farti un esempio pensa a come Ikea ci faccia pensare alla Svezia, Zara alla Spagna e Ferrari all’Italia etc. L’india non ha un marchio analogo quindi da questo punto di vista non esiste. 

Partendo da queste considerazioni abbiamo realizzato degli oggetti artigianali la cui difficoltà e peculiarità delle tecniche costruttive impiegate fanno sì che possano essere realizzati solo in India. 

Matteo Cibic per Scarlet Splendour

La particolare lavorazione artigiana in cosa consiste?

I disegni che vediamo non sono stampe, ma incisioni fatte a mano, eseguite da esperti intagliatori di avorio che in questo caso hanno impiegato le loro secolari tecniche di lavorazione su speciali e tecnologiche resine, in sostituzione dell’avorio.

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