THE TREE

MAG

Jaima House di Estudio Galera

ARCHITETTO:

Estudio Galera

PHOTO:

Diego Medina

ANNO:

2020

LUOGO:

Cariló, Pinamar County, Buenos Aires, Argentina

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Jaima è la quarta residenza di una serie di case in cemento realizzate dallo studio Estudio Galera in un piccolo quartiere a sud di Pinamar.
Un lotto di 1700 mq confinante con un bosco “urbanizzato” dà la possibilità di insediarsi in un contesto di pini e dune a forma di piccola appendice urbana denominata Quartiere Constancia. Questa penisola di foresta “addomesticata” si trova all’interno di un massiccio non tracciato ai margini della città di Carilo.
Al fine di massimizzare la connessione con l’ambiente naturale circostante, sono state incorporate risorse industrializzate, come i cubi in PVC utilizzati nella lastra. Il brief si concentra sull’ideazione di spazi confortevoli in cui la rusticità dell’ambiente diventa una risorsa piuttosto che una battuta d’arresto.

La casa trova i suoi principi concettuali e argomentativi nella tenda araba o Jaima anche se non ne è stata espressamente ispirata. L’abitazione concentra la vita della famiglia nomade sotto una copertura protettiva sorretta da colonne metalliche -costruite appositamente per la casa dall’azienda- che terminano con solide travi che fungono da capitelli e scandiscono gli spostamenti di pendenza sulla copertura. La soletta a cassettoni semplifica la struttura generando una trama di travi che ordinano il resto degli elementi in facciata e in pianta. All’esterno, la lastra ricorda un telo fissato a pali ad altezze variabili che generano ombra e proteggono gli occupanti dalle intemperie, proprio come un jaima.

Le camere da letto sono incastonate in una scatola seminterrata posta in un livello intermedio tra il piano sociale, che si sviluppa per metà sopra di esso, e il piano terra, dove si proiettano i servizi e uno spazio flessibile. Sotto la copertura, porte scorrevoli in vetro a tutta altezza si aprono su uno spazio che collega est e ovest, interno ed esterno e favorisce gli usi nel patio all’ombra e alla luce del sole a seconda dell’ora e della temperatura del giorno. La copertura si solleva portando i raggi del sole all’interno e riflettendo sul cemento i movimenti dell’acqua della vasca.

La residenza si sviluppa in patii progettati per scopi diversi e diversi gradi di privacy. La struttura e la maggior parte della casa -salvo aree specifiche come bagni, cucina e barbecue- propongono ma non impongono usi. Gli spazi devono essere flessibili e accogliere le nuove generazioni, che non guardano più la televisione né studiano in una stanza specifica. In architettura, comprendere questa vaghezza significa contemplare contemporaneamente un dialogo tra possibilità concrete e future.

Il modo in cui si muove la società impone modi di pensare e di agire diversi: proporre invece di imporre.
Jaima House non comprende un solo look. È piuttosto il risultato del pragmatismo necessario per generare un tipo di architettura che si concentri sulla creazione di esperienze, sulla produzione di stati diversi e sull’utilizzo di varie tecniche per inquadrare e cercare di ‘addomesticare’ l’ambiente conferendogli caratteristiche d’uso e valorizzando il rapporto tra i residenti e l’ambiente.

Text provided by Architect

THE TREE MAG – The Fruits of Ideas