THE TREE

MAG

Imaginary Geographies di gt2P

DESIGNER:

gt2P

PHOTO:

gt2P

ANNO:

2021

PRODUZIONE:

Cile

LINKS:

gt2P, @gt2P

La catena delle Ande è la nostra frontiera naturale a est, che va dal confine settentrionale del Cile a Santiago. Con un’altezza media di 5000 metri, le montagne scendono gradualmente verso sud fino a scomparire apparentemente, ricomparendo nell’Antartico con il nome di Antarctandes. Questa è la geografia che ci separa dal mondo. Allo stesso tempo ci connette internamente, dando origine ai diversi climi e risorse naturali del territorio cileno. Le montagne plasmano la nostra cultura e incombono nel nostro immaginario nazionale, sia geograficamente che visivamente.

Imaginary Geographies propone una ricostruzione geometrica e materica di questa icona. Il punto di partenza del progetto è una composizione audio del suono della catena montuosa mescolata con i versi di “The Imaginary Man” del compianto grande poeta Nicanor Parra. In questa poesia Parra descrive la relatività e la trasformazione del territorio in paesaggio secondo i sentimenti dell’uomo.

Questi suoni sono soggetti a interpretazione e manipolazione digitale, in modo tale che l’intero spettro di frequenza nella registrazione venga suddiviso e quindi campionato. Ad esempio, se la composizione audio ha frequenze comprese tra 200 e 1000 hertz e l’obiettivo è ottenere cinque campioni, misuriamo l’intensità a 200, 400, 600, 800 e 1000 hertz. Questi valori vengono quindi tradotti in una linea retta, i cui punti finali corrispondono ai campioni più basso e più alto. Queste linee vengono poi ponderate proporzionalmente con valori che possono essere applicati a una funzione oa un processo produttivo, come l’intaglio del legno. A seconda dell’intensità che viene misurata in ciascuna di queste frequenze, sulla retta vengono sollevati dei punti a distanza maggiore o minore, attraverso i quali viene interpolata una curva. Questo profilo o sezione rappresenta l’informazione del suono in un certo momento della registrazione. Si può quindi tracciare una nuova linea, consecutiva alla precedente, corrispondente ad una diversa ‘fetta’ della registrazione. Attraverso la ripetizione, il nostro strumento diventa qualcosa come un oscilloscopio o un visualizzatore di suoni che lascia tracce del suono trattenuto nel tempo.

La realizzazione finale di Imaginary Geographies prevede l’introduzione di queste curve sulle superfici dei materiali, utilizzando tecniche di intaglio CNC. Le informazioni manipolate digitalmente diventano un generatore di forme, che può essere utilizzato per creare una famiglia di oggetti: tavoli, panche, mensole, armadi e specchi, tra gli altri. L’espressione finale di ogni oggetto dipende dalla distanza tra i percorsi di intaglio. In altre parole, minore è la distanza tra ogni passaggio dello strumento, più l’espressione sarà vicina alla geografia visualizzata digitalmente. D’altra parte, più lontani sono i percorsi utensile, più l’espressione sembrerà derivata dal linguaggio stesso del CNC carving; quindi c’è un continuum dalla geografia dell’informazione grezza alla “geografia dello strumento”.

Nei primi due pezzi di questa serie si materializzano due espressioni distinte:

1) Geografie immaginarie: tavolino da caffè con paesaggi fabbricati
Lenga / Calavera nero basalto
Questo tavolino è reso in lenga, un legno cileno noto anche come “ciliegio della Patagonia” e basalto nero.
Con una spirale irregolare che si espande dal cerchio di basalto interno al bordo del tavolo, la trama diminuisce gradualmente in profondità, trasformando un’immagine geografica in una geometria solida. Una giustapposizione di irregolare e regolare, il cerchio di basalto è sfalsato su un lato del tavolo, lasciando una superficie piana più ampia in legno.
A prima vista, un cilindro solido sembra trasformarsi in qualcosa di fluido; attraverso l’interazione e con l’uso (mangiando, bevendo o semplicemente giocando come farebbe un bambino), si scoprono immagini direttamente legate ai paesaggi delle Ande, dal nord alla Patagonia.

2) Geografie immaginarie: paesaggi realizzati Credenza
Basalto Ciliegio / Zanna Nera
Le superfici esterne di questa credenza (fianchi e ante) sono scolpite in ciliegio, che è sbiancato per assomigliare alla corteccia d’albero.
Per questo pezzo vengono utilizzati percorsi di intaglio paralleli, ciascuno distanziato di 1/3 della larghezza della fresa da intaglio, ottenendo una chiara impressione visiva del passaggio dell’utensile. I percorsi di intaglio si intersecano verticalmente risultando in quella che in precedenza abbiamo chiamato la “geografia dello strumento”.
Le ampiezze maggiori si trovano nella parte superiore del pezzo, creando un bordo irregolare espressivo in cui è incorporato basalto sabbiato nero. Al contrario, l’intaglio discende in scanalature parallele regolarizzate, quasi come le scanalature di una colonna greca.
Imaginary Geographies ha il potenziale per espandersi ulteriormente in numerose tipologie di oggetti, materiali, scale e procedure.

Text provided by Designer

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