CM House di EXiT architetti associati

PHOTO:

image ©Marco Zanta

ANNO:

2017

LUOGO:

Conegliano, Italy

Quando una casa è riferimento stabile di una famiglia, non è più un oggetto congelato nel tempo, destinato all’inesorabile degrado, ma un organismo sempre vivo e attivo, che si trasforma secondo le esigenze della famiglia che si contrae e si espande. Cambiano le esigenze e di conseguenza gli spazi, ma rimane sempre il punto di partenza e di arrivo dell’intera storia di una famiglia.
Casa CM è fondata prima che sulla terra, sulle solide basi di un nucleo familiare unito e compatto. La logica che ha guidato il progetto parte proprio da qui: conservazione dei luoghi, dello stato del contesto e miglioramento delle capacità abitative e delle qualità insite nell’edificio. Rinnovare per una famiglia che cresce, senza disorientare o perdere di vista le esigenze di chi vi ha vissuto per molti anni e tuttora vi abita.
La sintesi di questo lavoro di innesto risiede nella continua ricerca di un equilibrio tra le parti, tra il vecchio e il nuovo, che deve portare con sé misura ma evitare di essere invasivo nei confronti dell’edificio stesso e del contesto. La ricerca si basa sul rinnovo di un oggetto in sé privo di particolari qualità estetiche, non più al passo coi tempi e con le esigenze di una famiglia che cresce, ma che è ancora in grado di adeguarsi ad essa come un abito su misura, senza stravolgere il contesto, con discrezione.
Un progetto di ristrutturazione e ampliamento di un’abitazione bifamiliare, situata in area protetta da vincolo ambientale, pregevole sia dal punto di vista panoramico che dal punto di vista della morfologia del terreno.
L’edificio si presenta come un nucleo autonomo, rispetto all’edificazione circostante, a due livelli e due unità distinte, abitate da due nuclei appartenenti alla medesima famiglia.
Dal punto di vista architettonico il volume originario non presentava particolari peculiarità, ma rispecchiava pienamente la tipica schiettezza compositiva dei primi anni ’60: facciate lineari e simmetriche segnate da un semplice marcapiano, forometrie generose, tetto a padiglione. Uniche variazioni: la scala di accesso al piano superiore con terrazza, collegata all’edificio con un angolo di 8° rispetto alla facciata est e una terrazza ricavata sul lato ovest in corrispondenza di una rientranza della facciata ovest.
All’interno le planimetrie delle due unità mantenevano una sostanziale corrispondenza, ma differenti destinazioni: il piano superiore, abitato dagli anziani genitori, interamente destinato a residenza, il piano terra con destinazione mista, parte taverna a servizio del piano superiore, cui era collegato da una scala interna, parte abitazione per la famiglia dei figli.
Il progetto nasce quindi per risolvere delle necessità reali e strettamente contingenti: maggiore spazio per la famiglia dei figli, in pochi anni passata da due a cinque persone e la predisposizione di un ascensore per mettere in comunicazione l’abitazione degli anziani genitori direttamente con il piano terra, senza comunque modificare quest’ultima per permettere agli abitanti di continuare a vivere nell’edificio durante i lavori, con il minor disagio possibile.
Un ulteriore limite era rappresentato dalla scarsa possibilità di occupare ulteriormente gli spazi esterni. Infine l’edificio necessitava di rinforzi strutturali e di un abbassamento del piano di calpestio del pianterreno per poter raggiungere l’altezza interna minima di 270cm.
Il progetto consiste pertanto nell’innesto di due nuovi oggetti nel volume esistente, usufruendo delle uniche irregolarità dell’edificio, saturandone così i vuoti ed espandendoli verso l’esterno del volume. Lungo il lato ovest è stato ricavato un nuovo volume contenente la cucina e il vano macchine per l’ascensore, ampliando di fatto anche la terrazza dell’appartamento al piano superiore. Lungo il lato est, l’intero vuoto al di sotto della terrazza e della scala è stato riempito, ricavandone un nuovo bagno.
Le nuove volumetrie si distaccano dal resto dell’edificio per il rigore impartito dall’ordine gigante, realizzato con pannelli di fibrocemento di grande formato applicati alle facciate.
Internamente, gli spazi di relazione come soggiorno, pranzo e cucina sono incernierati tra loro da uno snodo posto all’ingresso e sono connessi tra loro attraverso varchi privi di porte, ma delineati da colonne arredo e abbassamenti, giustapposti come soglie virtuali in corrispondenza dei passaggi.

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