Casson-Gessato-Torri di Daniele Della Porta per Rubinacci Napoli

DESIGNER:

Daniele Della Porta

PHOTO:

Rubinacci Napoli

ANNO:

2020

PRODUZIONE:

Rubinacci Napoli

Italia

Prodotto CASSON

Parola chiave #versatilità

“L’idea iniziale è stata quella di creare un contenitore che fosse bello anche vuoto, ma che facesse da cornice agli oggetti, anche preziosi, all’interno, esaltandoli, grazie anche al colore che può essere scelto per la personalizzazione”.

I Casson sono grandi contenitori colorati progettati per riuscire nel contempo a organizzare, esporre e incorniciare sia abiti che oggetti, come in una quinta teatrale, che si può personalizzare e cambiare nel tempo. Le casse a giorno, disponibili in due misure e sospese mediante eleganti gambe inclinante, accolgono gli accessori in noce o rovere dark. Mensole, ganci, aste, cassettiere e specchi realizzano un’ampia gamma di soluzioni sempre personalizzabili e versatili. Un approccio compositivo innovativo che permette ai mobili Casson di inserirsi in maniera funzionale nei diversi ambienti della casa.

Prodotto GESSATO

Parola chiave #sartorialità

“Gessato racconta il connubio di ispirazione tra il rimando al mondo della sartoria napoletana e la falegnameria storica dell’azienda, esperta in massello su profilo. Gessato vuole essere un pezzo molto elegante, l’anello di congiunzione fra moda e design”.

Tanti listelli di legno massello sono assemblati a formare un unico top rettangolare “segnato” da linee parallele, spessori, sfumature cromatiche che conferiscono una particolare ricchezza di chiaroscuri alla superficie. Il materiale svela la sua anima e diventa nel contempo struttura e decoro. Gessato è disponibile anche in versione outdoor, con un piano speciale per esterni, realizzato con listelli di teak e di iroko alternati.

 

Prodotto TORRI

Parola chiave #linearità

“L’idea di Torri è venuta davanti a un macchinario per la lavorazione degli infissi. Perché non utilizzarlo per profilare le scanalature delle ante e dei fianchi? Sono nati così arredi slanciati, ispirati alla verticalità dell’architettura delle torri, che creano giochi di chiaroscuro in tutta la loro altezza“.

Il progetto nasce da una base quadrata, di 45x45x180 cm, che si sviluppa in verticale proprio a imitare una torre. Le ante e i fianchi in legno massello sono segnati da scanalature che visivamente ne accentuano lo slancio verticale favorendo attraenti effetti chiaroscurali che, volutamente, celano cerniere e punti di presa. I piani, leggibili lateralmente grazie ai vuoti delle scanalature, sono in marmo o in MDF verniciato con finitura metallica. Lo stesso sistema costruttivo dà vita a un’intera famiglia di contenitori componibili. Molto interessante è il contrasto tra l’esterno rigoroso ed elegante e l’interno laccato dove il tema del colore introduce quasi un effetto sorpresa.

Ogni volta che introduco al prodotto seriale un’azienda abituata a lavorare su commissione mi affascina la sfida, il coinvolgimento degli operai, così come il management, mi piace vedere come cambia l’azienda e come, puntualmente, si apre ai mercati internazionali; e questo proprio in un territorio a cui si dà poca fiducia ma che invece ha artigiani bravissimi, innati prototipisti. In azienda, prima di tutto, mi guardo attorno e, nel caso di Rubinacci Napoli, a farlo siamo stati in due in quanto la direzione artistica è stata condivisa con Salvatore Cozzolino. In questa realtà non ho potuto non apprezzare, in primis, la maestria nel selezionare e lavorare i profili di massello con i quali due generazioni fa producevano cornici e poi profili in legno per infissi. Questa abilità è stata ripresa in molti progetti e io per primo ho cercato di farne il punto di forza dei prodotti disegnati da me. Un’abilità lavorativa che andava recuperata e riportata nei mobili della collezione. Molto forte il tema della sartorialità, in una collezione che per la maggior parte può essere prodotta con misure differenti e diverse finiture, stando attenti a non snaturare i progetti.  Oggi la Rubinacci, dopo tre anni di intenso lavoro, è molto cambiata e questo grazie a Giuseppe Rubinacci e Angela Rubinacci che hanno creduto fortemente nel progetto, e a falegnami come Giovanni D’Alterio che sono stati uomini chiave in questa operazione. 

 

Testo fornito da Designer

THE TREE MAG – The Fruits of Ideas