Casa Cor 2018 di Nildo José

ARCHITETTO:

Nildo José

PHOTO:

Denilson Machado

ANNO:

2018

LUOGO:

San Paolo, Brasile

LINKS:

Lo spazio riflette le nuove abitudini presenti nella vita quotidiana contemporanea e incoraggia le relazioni umane.
“Ogni volta che mi rifaccio, sono più intero in pezzi”, – questa frase, dell’artista Hildebranda, è stata una festa per Nildo José. Riflettendo sull’impatto di queste parole sulla sua vita e sul significato di ricostruire se stesso, l’architetto ha capito che il ruolo della casa interferisce anche nello stimolare le sensazioni, che sono responsabili di fornire questa riunione interiore. A partire da questo look, Nildo ha idealizzato il loft NINHO, uno spazio affettuoso e accogliente, per abbracciare, portare conforto attraverso i sensi e anche toccare l’anima di coloro che visitano lo spazio al CASACOR di San Paolo 2018.
Con 80 m² e nonostante sia visivamente integrato, l’ambiente è diviso in tre aree con funzioni diverse: cucina, sociale e intima. Un punto in comune tra gli spazi è il pavimento in rovere europeo, di Oscar Onno Paris, applicato a pavimento, parete e soffitto, che coinvolge tutti e rafforza la sensazione di accoglienza. Inoltre, hanno anche lo stesso linguaggio architettonico, a seguito di una reinterpretazione della costruzione originale del Jockey Club, rafforzando così l’intenzione progettuale di integrazione e unità.
La cucina, suddivisa in tre azioni: fare, mangiare / bere e leggere, utilizza una tendenza contemporanea di “cucina vivente”. L’azione di farlo avviene attraverso un’unica panchina di cinque metri, fornita da Caesarstone, e armadi interni e accessori Dell Anno, dove sono organizzate tutte le attività di cottura. Negli armadi, una finitura differenziata dall’azienda – una superficie metallica high-tech tedesca: un polimero fatto di particelle di rame vaporizzate sotto vuoto sulla superficie del materiale, dando vita a un rivestimento resistente alla corrosione e agli urti, che conferisce un tocco di raffinatezza al spazio.

Il “mangia / bevi” dell’ambiente, invece, si svolge su un tavolo in resina bianca organica, progettato dall’ufficio appositamente per il progetto, dove da un lato c’è la sala da pranzo e dall’altro un bar. Il clou sono le sedie Almeida, progettate in esclusiva per il progetto dal famoso designer Etel Carmona, insieme all’architetto, che ha chiamato il pezzo con un cognome che hanno in comune. Infine, la parte di lettura è stata incorporata con le cornici originali in cui è presente un portico di marmo brasiliano dell’Espírito Santo, che si inserisce nella biblioteca.
Quando si fa avanzare lo spazio, si trova il settore sociale, dove si trova la vita e anche le sue suddivisioni interconnesse: raccolta, raccolta e interazione. Il divano, realizzato da Saccaro, le poltrone alte di Oscar Niemeyer degli interni Etel, la lampada Potence di Jean Prouve, le poltrone Scapinellis, i tavolini Ronan & Erwan Bouroullec per Vitra e la poltrona Febo di BB Italia, rafforzano l’intenzione dell’ufficio in formano un decoro cosmopolita, con pezzi di origini e momenti diversi. Sulla selezione di opere d’arte, nomi come “Tunga”, “Los Carpinteiros”, Vanderlei Lopes, Tulio Pinto, Leonora Barros,
Sono presenti Flavio Cerqueira, Thiago Rocha Pitta, Gal Oppido, Ildeu Lazarini e Mario Cravo Neto. L’illuminazione è realizzata con parti diverse da Dimlux.

Infine, l’area intima, situata di fronte al soggiorno e all’interno di un ampio soppalco, coperta da Cerâmica Atlas, suddivisa in tre azioni: dormire, fare il bagno e meditare, composta da camera da letto, bagno e terrazza con giardino (una delle linee guida di
modernismo mondiale), con l’abbellimento di Bia Abreu, è stato ripensato per dare la priorità alla meditazione e alla disconnessione dal residente. Lo sviluppo del progetto nasce dal tentativo di percepire i nuovi modi di usare gli spazi e le nuove abitudini presenti nella vita quotidiana dell’individuo contemporaneo, con il desiderio di stimolare le relazioni umane attraverso ambienti che contribuiscono al benessere, dando la priorità alle persone, le loro verità, le loro esperienze, azioni ed emozioni, al fine di creare atmosfere accoglienti dove tutto accade. Spazi capaci di creare e risvegliare ricordi, che abbracciano l’anima e che completano i suoi abitanti, trasformandosi in veri e propri nidi.

Testo fornito dall’ Architetto

THE TREE MAG – The Fruits of Ideas