Bureau’s Office di Daniel Zamarbide

ARCHITETTO:

Daniel Zamarbide

PHOTO:

Dylan Perrenoud

ANNO:

2020

LUOGO:

Lisbon, Portugal

LINKS:

Negli ultimi anni abbiamo imparato a conoscere la mobilità. Nomadismo pendolaristico e professionale. Siamo stati in giro, lavorando dappertutto, ferendoci alle spalle in cattive sedie, casa, caffè, cantieri, ogni tipo di trasporto. Micro-scale che viaggiano in un perimetro europeo ridotto, ancora abbastanza intensamente in movimento. È bello trovare, infine, un generoso campo base di riposo nel cuore della nostra bellissima Lisbona. Uno spazio del passato che ci permette di vedere più lontano nel futuro, di proiettarci in qualcos’altro, qualcosa che non siamo ancora e che potremmo diventare. Un buon spazio è uno spazio in cui si può proiettare se stessi, individualmente e collettivamente.

Negli ultimi mesi abbiamo appreso dell’immobilità, questa nuova parola che ora fa parte del nostro vocabolario regolare: confinamento. Stabilità e adattamento domestico, all’interno dei nostri appartamenti. Non siamo stati da nessuna parte se non a casa e sullo schermo, ferendoci la schiena con infiniti zoom e cercando di fare tutti i tipi di esercizi domestici per tenerlo al passo. Nano-scale che viaggiano da una stanza all’altra. È bello ritrovare il nostro generoso e bellissimo luogo di riposo, il BUREAU. Uno che ci consente di muovere comodamente i nostri corpi, di essere di nuovo in giro, di “viaggiare” all’interno di una diversità di spazi. E di proiettarci tra quei due “lieux” molto importanti che ospitano e supportano la maggior parte della nostra vita quotidiana: il lavoro e gli spazi abitativi.

Abbiamo imparato dall’uno e dall’altro e terremo le lezioni di entrambi, aiutandoci a ripensare le tipologie di spazi quotidiani, quelli così importanti per plasmare e condizionare la nostra esperienza. Stanze in cui viviamo le nostre vite, con i nostri colleghi e famiglie e soprattutto, in cui condividiamo momenti che non richiedono “zoom”: il nuovo esterno. Quei momenti sono quelli che rendono il BUREAU uno spazio, un luogo, un insediamento, una stanza, un atelier, un ufficio, un soggiorno, una discoteca, un laboratorio di ricerca, una sala da pranzo, un vestibolo, un luogo dove proviamo a scoprire come lavorare meglio.

Testo fornito dall’Architetto

THE TREE MAG – The Fruits of Ideas