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Thomas Phifer: la luce come elemento essenziale del progetto

Thomas Phifer è un architetto di new york che per un breve periodo ha vissuto a Roma. Durante la sua carriera ha avuto modo di costruire diverse strutture espositive ed alcune abitazioni private. Nonostante i fattori coinvolti per progettare una struttura museale siano molto diversi rispetto a quelle di una abitazione privata, è cmq possibile trovare alcuni tratti ricorrenti nell’architettura di Phifer. Due fra questi sono sicuramente la grande attenzione nella scelta dei materiali ed l’utilizzo della luce come vero e proprio elemento progettuale.

Silvia Camporesi: l’arte di fotografare la propria arte.

In realtà l’intervista a Silvia Camporesi è stata realizzata alcuni mesi fa, uno fra i tanti motivi per cui la pubblichiamo solo oggi è sicuramente il fatto che con questa intervista volevamo segnare l’inizio di una lenta mutazione di The Tree Mag da magazine di architettura a lugo dove è possibile trovare un punto di osservazione su alcuni aspetti della contemporaneità. Al tempo dell’intervista non eravamo ancora pronti.

Simone Subissati: l’architettura delle relazioni

Architetto a tutto tondo, Simone Subissati si forma presso la Scuola Fiorentina, dove viene influenzato dal movimento Radical e in particolar modo da due suoi esponenti, Remo Buti e Gianni Pettena.

Dodo van di Juan Alberto Andrade, María José Váscones

Il Dodo Van è una pratica progettuale incentrata su limiti, trasformazione e spazialità. Il progetto ha portato con sé uno spazio condizionato da una Chevy Van del 1993 che doveva diventare una casa mobile per gli utenti.

L5 Jazz chair di LOEHR

JAZZ è una versione insolita della tipologia della sedia da pranzo.
Un principio costruttivo concentrico pone le basi per un gioco tra formalità e libertà.

Jens Daybed di Sabu Studio

Semplicità e forma sono state le due fondamenta chiave che hanno definito il letto da giorno Jens, un design dello schienale sfalsato consente l’opportunità di posizionare gli oggetti da un lato mentre si è seduti o sdraiati sul lettino. Il design è costituito da schienali a doghe sottilmente curvi fissati a una base solida, su questi ci sono due cuscini, questi possono essere rivestiti in una serie di tessuti diversi.

Lorenzo zandri: fotografare la dimensione umana del progetto.

Lorenzo Zandri è un giovane fotografo che formatosi come architetto ha preferito costruire immagini invece che cose. Vive tra Parigi e Londra ed il viaggiare è sicuramente una componente importante del suo lavoro. Lorenzo Zandri ha uno stile colto e esplicitamente rivolto al passato, ma tutto ciò non è il fine del suo lavoro ma solo il mezzo per scoprire la dimensione umana dei soggetti che ritrae.

La Macchina Studio: quando la multidisciplinarietà crea il progetto

Gianni Puri ed Enrica Siracusa sono due giovanissimi architetti, amici e colleghi sin dai tempi dell’università. Portano avanti l’idea di un processo progettuale ricco di riferimenti e suggestioni provenienti da diversi contesti culturali, non ultimi il teatro e la musica. La rappresentazione grafica è per loro un metodo di indagine, con il quale si spingono ben oltre i classici schemi del disegno tecnico, con l’obiettivo di produrre scenari architettonici inaspettati e sorprendenti!

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